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Il nostro pensiero

Il nostro pensiero - Ass. Culturale Emmetrentanove

"La politica non è esercizio facile, piacevole e vantaggioso ma è duro e impegnativo dovere. In questi casi il sapiente sarà costretto a condurre la sua vita pura, serena e tranquilla in mezzo al turbine della tempesta ".
Così Platone definisce l'esercizio di fare politica e la nostra associazione culturale "emmetrentanove" si rifà a questa massima riversandola nella nostra condotta di vita. Tutt...o il pensiero degli scrittori e dei pensatori antichi e classici si può dire permeato dalla ricerca della qualità virtuosa dell'uomo cittadino,che si prodiga per il miglioramento della sua città. Possiamo definire tutto ciò un modello culturale rispetto al quale ciascuno deve uniformare le proprie aspirazioni civiche ed esistenziali. Il nostro sentire comune è quello di ravvivare e di accrescere le doti, le qualità, i caratteri eccellenti che in ciascuno di noi faticano ad emergere; cerchiamo di far nascere il cittadino nuovo, all'interno di una realtà politica vecchia, la quale, per il fatto stesso di potersi giovare del contributo di miglioramento offertole, è costretta ad adeguare la propria mentalità: il contesto di un'opinione pubblica di senso comune,appartenete alla vecchia città, sarebbe costretto a modificarsi per il meglio, adattandosi all'innalzamento di livello, seppur minimo, imposto dall'atteggiamento migliore di una coscienza virtuosa.
Ecco che quando avvertiamo momenti di crisi profonda della coscienza civica, quando c'è la necessità di ammodernare le strutture istituzionali che regolano un paese sempre più "globale", non si riesce a far a meno del contributo concreto e puntuale del singolo individuo, il quale deve incarnare, con maggiore soddisfazione e serenità la qualità del probo e onesto cittadino.
Dovremmo riuscire a ritrovare il carattere di semplicità, che, purtroppo, anni e decenni di ingiurie hanno coperto di scorie, e che invece costituiva la ricchezza straordinaria di ogni grande popolo del passato. In tutto questo c'è bisogno di far affidamento sulla qualità di un atteggiamento individuale. Alla città non si può chiedere di fornire, sul piano istituzionale, ciò che il singolo non può riversare su di essa, come esigenza concreta e reale, sollevando dalla stanca immediatezza del senso comune ormai acquisito, la mediazione della propria affermazione spirituale, congiunta a volontà di agire per il meglio. Per questo è importante che l'azione individuale si porti al di sopra di ogni ipotetica particolarità, superi la condizione faziosa e si collochi sul piano che contraddistingue il bene comune.
Tutto ciò implica che ciascuno di noi sia impegnato in un'esistenza satisfattiva e creativa, in un'opera di concreta realizzazione del bene comune e debba comportarsi come e se rispondesse a un sovrano e interiore suggeritore della propria condotta cosi da poter essere un buon cittadino e un uomo buono, legando così politica e morale secondo l'antica norma.